Sembra quasi che sia un teorema… come ogni spettacolo di Riccardo Cocciante così anche quello di ieri sera ci ha esasperati. Tutti.
È incredibile come riesca ad essere così interminabile e soporifero a colpi. La frase più gettonata della serata? “Oh, ma quei due non sono ancora morti?” oppure “Oh, ma quella vacca cosa aspetta a morire?”.
Sarà stata colpa del caldo allucinante, sarà stata colpa dell’ora e mezza di corsa su e giù per le scale che mi ha fatto sudare un fottìo, sarà stata colpa delle scarpe demmerda che mi sono messo, sarà stata colpa del fatto che avrei voluto essere altrove a fare gli auguri alla Silvietta che ieri ha cambiato anche lei decina… fatto sta che ho iniziato ad odiare con tutto me stesso questo spettacolo che ormai conosco a memoria. In sintesi quindi tutto questo post potrebbe essere riassunto con una più breve e concisa frase che più o meno fa così:
Posts Tagged “Verona”Nella antica scuola della città, dove studiavano la vittima e il carnefice Viaggio in una comunità che si specchia nei suoi giovani alla ricerca delle radici dell’odioRaffaele e le anime nere di Verona educazione di un neonazistaVERONA – Nicola e Raffaele – Nicola dieci anni prima di Raffaele, dieci anni prima di essere ucciso da Raffaele – hanno studiato nello stesso liceo, lo “Scipione Maffei”, fiero di essere il più antico liceo d’Italia. Nato nel 1804, promosso da Bonaparte, il “Maffei” è orgoglioso della sua storia bicentenaria, ma anche delle virtù custodite, generazione dopo generazione, in una carta dei valori che onora “lo spirito critico; la laboriosità; la legalità; l’assunzione di responsabilità; la coscienza dei diritti e dei doveri”. È un impegno che si respira nelle aule dell’antico convento domenicano annesso alla Chiesa di Santa Anastasia, a due passi da Piazza Erbe, da Piazza dei Signori, dal cuore storico di Verona. Il liceo non è un luogo abitato da svuotati, sprecati. Né è attraversato dall’”analfabetismo emotivo”, dalla “follia morale”, dall’”ospite inquietante” del nichilismo, o come più vi piace definire l’infelice condizione giovanile del nostro Paese. Al “Maffei” si discute molto. Si lavora molto. Si impara a dare forma di parola alle emozioni, nutrimento e argomenti per le passioni e le idee. Qui è radicata la consapevolezza che la democrazia sia “ars dubiae”. Si ha fiducia “nella tolleranza, nel rispetto, in una solidarietà generosamente disponibile, in un reale e radicale rispetto di se stessi e degli altri”. Sono pratiche quotidiane e non predicazione (gli studenti, per dire, si tassano ogni anno di 250 euro e quest’anno hanno deciso spontaneamente di aumentare l’obolo di solidarietà). E allora bisogna chiedersi dove nasce la muffa aggressiva che ha rovinato i giorni di Raffaele e spezzato la vita di Nicola?
20 ottobre 2007 -
Scritto da: Jack in Lavoro, Varie, tags: Jack, Teatro Filarmonico, Verona
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