Tocatì

Oggi pomeriggio, dopo aver passato la mattinata a PD a pulire la mia nuova casetta - uguale a quella dell’anno scorso, per altro, solo due piani più in su e con un coinquilino diverso - sono stato in centro a VR a fare un giro con Emil ed il Seba. Bella manifestazione quella del Tocatì che riesce a richiamare sempre, di anno in anno, tantissima gente che affolla il centro di Verona. Ad aiutare il tutto oggi c’era anche la giornata del FAI che prevedeva l’apertura gratuita di tutti i musei della città.

Il nostro giro turistico è iniziato a Castelvecchio: più precisamente i camminamenti di Castelvecchio, aperti un anno o due fa ormai ma ancora, per me, inesplorati. È strano, se ci si ferma a pensare, come in realtà, molto spesso, la città in cui si abita sia molto meno esplorata che molte altre in cui magari ci si passa di fretta o che, casualmente, diventano tappa di viaggi e casi della vita. Da buon veronese ora devo dire che ho visto praticamente tutto… o quasi! Mi manca ancora il balcone di Giulietta, posto infame che non andrò mai a visitare… credo.

Altra tappa fondamentale della giornata - dopo la Fnac, dove siamo andati a ritirare le foto che avevo portato a far sviluppare, e la gelateria di ponte Pietra, dove il buon Seb ci ha offerto il gelato - è stato il teatro romano, visto sempre di sfuggita o costretto, con la classe, in gita, al museo-lapidario che sta sopra al teatro in realtà. Lì Emil ha dato prova della sua forza alzando un masso di 100 kg più o meno riuscendo a non sbregarsi le braghe - scusate l’assonanza - (il tipo prima di lui aveva ridotto i Denim ad un gonnellino scozzese tipo…).

Un bel pomeriggio insomma, all’insegna di belle manifestazioni, delle belle ragazze (si, perchè al teatro romano ci ha raggiunto anche la Giulia), dei buoni amici e delle belle passeggiate all’aria aperta che, lo so già, mi mancheranno da qui ad una settimana, quando riprenderò la mia solita routine.

Un besos a tutti! A presto! Jack

PS. Dimenticavo di dire due parole sul mio nuovo coinquilino… già, perchè quello dell’anno scorso, ahilui, non ha raggiunto i crediti sufficienti per poter accedere al concorso per l’assegnazione dell’alloggio ESU a Padova… quindi quest’anno (rullo di tamburi in sottofondo, grazie) il mio nuovo coinquilino (più forte, grazie) sarà il buon Fab, conosciuto qui come FabOne, LeadRocker, HardRoker… o, molto più smeplicemente, Fabio! Sarà un anno stupendo, in un appartamento stupendo, con un coinquilino stupendo (caratterialmente parlando, i giudizi estetici li lascio a chi di dovere)! Spero solo che l’impatto con le lezioni non mi sia fatale.

Orchestre National De France

Dopo una dura stagione areniana il sottoscritto, cioè io, io che vi sto scrivendo… non altri eh! Dicevo.. che il sottoscritto è stato reclutato tra le maschere del teatro filarmonico per prestare servizio durante il “Settembre dell’accademia”: stagione concertistica organizzata dai proprietari del teatro che invitano le migliori orchestre sulla piazza per fare eseguire loro i pezzi più belli e più conosciuti del panorama musicale (musica classica, s’intende).

All’ultima orchestra, di cui nel titolo, è “toccato” eseguire la 5a e la 6a di Beethoven… Magistrali! Non devo aggiungere altro, hanno suonato divinamente e i pezzi che ho sentito erano da “pelle d’oca”.
Io adoro la musica classica. Riesce a rilassarmi, a farmi riflettere, a rendermi felice, ed estraniarmi dal mondo, a farmi concentrare su me stesso. Mi piace ascoltare, che sia una persona o che sia della buona musica. Guardare contemporaneamente come due o tre persone muovono l’archetto o le mani sugli strumenti, contemporaneamente, all’uninsono: questo è ciò che mi piace più di tutto dei concerti dal vivo, associare alla musica le immagini. Vedere che, nonostante siano 30 o 40 o più persone tutte diverse che fanno azioni scollegate le une dalle altre, poi, alla fine, ne esca fuori una melodia unica, armoniosa e perfetta.
Io adoro la musica classica e adoro il mio lavoro che mi permette di vedere concerti a gratis e provare emozioni uniche ogni volta.

Ronda della Carità

Lunedì sera ho passato una serata diversa. Lunedì sera ho passato una serata in compagnia di un amico. Lunedì sera ho avuto modo di vedere una Verona diversa dal solito, una Verona nascosta, una Verona che esiste, nonostante si faccia di tutto per nasconderla, nonostante si faccia di tutto per evitarla, nonostante si faccia finta che non ci sia. Lunedì sera sono stato in giro con la “Ronda della Carità”. Partiti dalla sede verso le 22.00 circa e con il “Bianco” (così chiamano il loro furgone, bianco per l’appunto, i volontari della Ronda) ci siamo diretti verso il cimitero: nostra prima tappa della serata. A disposizione dei nostri amici un piatto di pasta e/o tortellini, una coperta (non per tutti…), una giacca, una bottiglietta di the, una di acqua, un po’ di pane e biscotti. Lo stretto necessario. Lo stretto indispensabile per sopravvivere.

Molte cose di questo viaggio mi hanno colpito. Qualcuno chiedeva solo da bere qualcosa di caldo e già era felice così, qualcuno chiedeva solo qualcosina da mangiare, qualcun altro ancora aveva solo bisogno di fare una parola, di sentirsi parte del mondo, di non sentirsi discriminato, di non sentirsi solo. Mi è venuta in mente la parabola del buon samaritano (non che io sia troppo cattolico, anzi, ultimamente proprio no, però è una bella storiella con la morale, come potrebbe esserlo una favola di Esopo): tra le tante persone che passano a fianco a chi è sdraiato su una panchina solo poche, solo quelle che magari non sono ricche (ma quel po’ che hanno lo condividono) hanno il coraggio di fermarsi. Si, perchè ci vuole coraggio per affrontare realtà così devastate, così solitarie, così umili, così povere. Ci vuole coraggio e ci vuole cuore per dedicare, anche solo una volta a settimana, del tempo agli altri, a chi, davvero, ne ha bisogno. Ma, a fine serata, mi sono detto che forse, molto più coraggio di me ha avuto una persona che, vivendo in strada e non avendo sicurezze economiche, mi raccontava di essere andata all’ufficio di collocamento per cercare lavoro. Non l’hanno ancora contattato. Eppure, a fine del discorso, venuta l’ora dei saluti mi ha lasciato dicedomi: “Io la speranza non la perdo!”. Ci vuole coraggio per dire cose di questo genere. E ci vuole coraggio per ascoltarle. Con che faccia di fronte ad una persona che mi dice così io posso lamentarmi di ciò che ho? Sono/siamo fortunati, e molte volte non ce ne accorgiamo. Vediamo quanto di negativo c’è e perdiamo di vista l’intero insieme, ci concentriamo sulla parte, dimentchiamo il tutto.

Di sicuro sarà una cosa che rifarò, non tanto per un bisogno nascosto di redenzione quanto per la gioia che a fine serata ti lascia dentro.

Grazie ad Enrique, amico prezioso, per tutto questo. Senza di lui probabilmente non avrei mai avuto modo di avvicinare realtà così diverse e distanti dalla mia. Grazie bel!

Ancient Version




Unicredit Congress

Allora, parliamone un attimo di questa banca e dei loro congressi mal organizzati. Come scritto nel post precedente Venerdì 12 Settembre al Teatro Filarmonico di VR (dove lavoro) c’è stato il congresso dell’Est Europa dell’Unicredit Banca. Ma partiamo dal principio: alle 7.30 arrivo in teatro, un pochino in anticipo per il briefing iniziale e per capire un attimo come dove e quando ma soprattutto perchè di tutto ciò…

Alle 8.30 doveva iniziare il walk-in (come le tizie dell’agenzia di Milano, che organizzava l’evento, si divertivano a dire.. due stronze con la puzza sotto il naso che ve le raccomando; tutte le parole in grassetto che seguiranno sono le loro parole in codice per farci capire cosa sarebbe accaduto di li a poco..) peccato che, per una mezza porta che non si apriva si siano dovute aspettare le 9.00, ora in cui il tutto avrebbe dovuto iniziare… Ma siamo in Italia e dunque per mezzora le due SCLPSIN (stronze con la puzza sotto il naso, da qui in poi abbrevierò così) sono rimaste davanti alla porta urlandosi addosso e urlando addosso a chiunque passasse che serviva una scala. Dopo mezzora che ci divertivamo a vederle in crisi abbiamo deciso di recuperargliela.

Inizia ad entrare la gente (ove per gente intendo: turchi, albanesi, bulgari, croati, polacchi, jugoslavi ecc ecc) molti dei quali senza il biglietto con sul quale averebbero dovuto aver scritto il posto assegnatogli. Ecco quindi che entro in scena io che tramite il mio fantastico inglese cerco di farmi capire nel migliore dei modi da gente che l’inglese, grazie a dio (?), lo sapeva peggio di me. Il tutto procede normalmente (guarnito da insulti che le due SCLPSIN sparavano a caso su me e miei colleghi perchè eravamo troppo lenti secondo loro) fino al momento in cui iniziano ad arrivare quasi tutti e ci rendiamo conto che l’organizzazione (o meglio la disOrganizzazione) che aveva “organizzato” l’evento aveva assegnato la fila 19 al doppio delle persone che poteva contenere… eh vabbè, siamo areniani, siamo abituati ai posti doppi! Ce la siamo gestita anche stavolta…

Taglio un po’ per arrivare alla pausa pranzo in cui anche noi avremmo dovuto andare a mangiare… non foss’altro che ad un certo punto spunta fuori il terzo “organizzatore” che non aveva fatto un cazzo fino a quel momento che ci ordina di raccogliere tutti i telecomandi per il televoto che erano stati distribuiti e sistemarli nelle scatole giuste in ordine numerico (ce n’era uno a testa di quei cosi…). Finiamo di fare questa cosa e andiamo a “mangiare”… Premessa: pioveva a dirotto e quindi avevamo bisogno degli ombrelli (che abbiamo trafugato dalla scorta personale delle due SCLPSIN)… come arriviamo alla gran guardia troviamo una delle due stronze che ci dice “Ma che bravi, fate la spola con gli ombrelli per portare gli ospiti! Siete fenomenali! Ah, poi già che siete fate anche un check per favore!” al che ci guardiamo e… “No, stiamo andando a mangiare” e tiriamo dritto, visto anche che era dalla mattina che non mettevamo sotto i denti qualcosa. Morale della favola: non facciamo tempo a sederci che dobbiamo subito alzarci per tornare in teatro… ho ingurgitato due forchettate di risotto ustionandomi. Sempre meglio che niente.

Il tutto poi si è concluso semi-normalmente… Bel congresso no?

Mitico Bonolis!

Post a punti

  1. Faccio questo post per punti per tutta una serie di motivi… ma non farò un sotto-elenco puntato per spiegarli, mi limiterò ad elencarli qui di seguito: non dovrò cercare un filo conduttore per buttare giù le idee su questo spazio, ma potranno essere disordinate; non so che cosa e quanto mi verrà in mente di quanto avevo intezione di scrivere; non l’ho mai fatto prima… insomma, mi paiono 3 buoni motivi per poter iniziare a scrivere, o no?
  2. Punto 2, che poi sarebbe l’1, visto che l’1 è un disclaimer: sono vivo! Ed è già una gran cosa per tutti voi saperlo, visto che non mi sono più fatto sentire e vedere per un bel pezzo causa arena principalmente.
  3. La stagione areniana si è conclusa: è andata tutto sommato bene, con alti e bassi, periodi più stancanti e meno, con litigate incomprensioni e chiarimenti… ma è tutto ciò che caratterizza la routine, è tutto ciò che caratterizza lo star insieme e il vedersi ogni giorno per almeno 5 ore! Ho trovato, anzi, ritrovato, compagni di viaggio straordinari e molti altri se ne sono aggiunti durante la mia marcia… quello che spero ora è di non dover aspettare di nuovo l’anno prossimo per rivedere un po’ di persone!
  4. Oggi sono andato a comperarmi delle nuove scarpe, un po’ perchè di scarpe invernali non è che abbia più questo gran che (la maggior parte di quelle che ho sono semi-distrutte) e un po’ perchè in ogni caso mia mamma e il mio fratellino andavano nel super mega iper store di Gonzato calzature dopo il Vago e quindi mi sono aggiunto alla comitiva non avendo nulla di meglio da fare.
    Dunque: mi sono preso un paio di Clark original blu scuro (stupende!) e un paio di scarpe della Converse nere, in pelle, basse con la stellina dorata di fianco! Gli ho lasciato giù un mezzo rene e poi sono tornato a casa! Però ne è valsa la pena!
  5. Ho iniziato la stagione al filarmonico con il “Settembre dell’Accademia” e qualche extra areniano (tipo Notre Dame de Paris di ieri sera) e devo dire che tutto procede per il meglio (se vogliamo stendere un velo pietoso sul congresso Unicredit ed evitare di parlarne in questa sede…) con colleghi stupendi che ti fanno passare la serata nel modo più veloce e tranquillo possibile!
  6. Ho vinto il concorso per l’alloggio a PD! Quindi anche quest’anno sarò dove ho abitato l’anno scorso… ma… con una sostanziale differenza! Quest’anno dovrei avere come coinquilino il buon Fab! Prossime news su questa rete!
  7. Mi sono già stancato di scrivere.. magari il prossimo post lo faccio a punti e continuo dal numero 8… C U later boys!
    Jack