Cofanetto Beethoven Avete presente quelle giornate un po’ così a caso? Avete presente quelle giornate in cui non vi aspettate nulla? Quelle giornate in cui vivete e basta? Ecco, ieri era una di quelle giornate, non particolarmente significative, non particolarmente impegnate. Eppure, come tante canzoni insegnano (visto che siamo in periodo Sanremo, finito grazie a Dio, con una vittoria però a dir poco scandalosa), tutte le giornate si possono trasformare. Ma cambiando un attimo argomento – perchè le premesse non sono finite – parliamo un attimo dei regali. Per quel che mi riguarda a me piace più farli che riceverli… a meno che non siano una sorpresa inaspettata fatta da persone da cui non te lo aspetteresti mai. Beh, l’avrete capito aprendo la pagina e leggendo il titolo che regalo mi è stato fatto. È qualcosa di spaziale questo cofanetto, ci sbavavo sopra da anni, credo. Ho sempre rimandato l’acquisto a momenti migliori, a quando avrò un tot di soldi da investire in 101 cd, a quando avrò posto per metterli da qualche parte in bella vista in camera mia, quando avrò… quando avrò… beh, come avrete capito, tutte scuse. Rimandavo ad un momento non meglio precisato forse per pigrizia, o per paura di non essere degno di ascoltarlo, o per la paura di non avere il tempo di ascoltarli a dovere.. Ma ora che me li sono visti cadere dal cielo beh, non posso fare altro che dire grazie e mettermi all’opera, magari leggendo una biografia di Beethoven e iniziando ad ascoltare tutto ciò, non solo per piacere, ma anche con orecchio critico. (Programmato l’acquisizione del libro “Beethoven” di Maynard Solomon)

Beethoven

Ma, se devo essere sincero, più di tutto, le due cose che mi hanno fatto piacere sono state conoscere Stefano, dapprima maestro e guida nel panorama della musica classica e poi, con mia grande gioia, amico; seconda (ma in realtà prima a parimerito) l’aver scoperto come piccoli gesti, del tutto insignificanti, possano lasciare un segno più profondo di quando non avessimo mai pensato nelle persone che ci circondano e scoprire come possano nascere amicizie importantissime, come quella con Seb, che in poco tempo conquistano gli onori della cronaca e – beh, è giusto dirlo – un posto tra le fotografie sopra il mio letto a Padova (che è un po’ come dire “nel mio cuore”). Per questo, più che per il regalo, – senza voler sembrare ingrato – ringrazio queste due fantastiche persone che mi sono state vicine durante tutto un inverno di lavoro e che, lo spero, anzi, ne son certo, continueranno a farlo ancora per molto.

2 Risposte a “Il regalo dell’anno”
  1. bretek scrive:

    Figata pazzesca..

  2. z3ro scrive:

    Ho lo stesso cofanetto da almeno un anno e mezzo che campeggia sulla mensola sopra il mio letto. E’ da sbavo pazzesco e,lo ammetto, non sono ancora riuscito ad ascoltarlo tutto… però questo genere di raccolte mi mandano in visibilio!

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