Archivio per aprile 2008

… quando una tua voce viene messa in Vetrina su Wikipedia!

Ebbravo GA!

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Tutti, credo, siamo d’accordo sul fatto che ognuno è libero di esprimere preferenze su ogni cosa e, in base a questo organizzare classifiche: ad esempio la torta al limone mi piace di più di quella di mandorle, mentre la torta alle fragole mi piace di più di quella al limone e, per finire, il tiramisù mi è indifferente se paragonato alla torta alle fragole (ovvero il tiramisù è almeno buono tanto quanto la torta di fragole) però è di certo preferito alla torta al limone o a quella alle mandorle; il tutto si potrebbe riassumere in uno schema come quello qui di seguito:

Torta alle mandorle <= Torta al limone <= Torta alle fragole
Tiramisù

Ora, in democrazia, anche qui correggetemi se sbaglio, ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero e la propria opinione e, proprio per questo, poiché le opinioni sono variegate e molto diverse tra loro (uno, al mio contrario potrebbe pensare che la torta alle mandorle sia meglio di quella alle fragole, e questa sarebbe una preferenza del tutto legittima) non sempre è possibile stabilire un ordine (o pre-ordine è meglio dire, se vogliamo essere rigorosi) universale e totale che vada bene a tutti, ma spesso bisogna ricorrere a compromessi. Il compromesso che la democrazia ha scelto di adottare è quello della scelta secondo maggioranza che sembra essere il migliore… ma è così?

Facciamo un po’ di teoria prima di tutto:

In matematica una relazione binaria R entro un insieme S, cioè un sottoinsieme del quadrato cartesiano , si dice relazione d’ordine (o semplicemente ordine) su S) se soddisfa le seguenti tre proprietà:

A questo punto mi pare chiaro che la relazione di preferenza goda di almeno due di queste proprietà: la riflessività (è ovvio che la torta di fragole è preferita almeno tanto quanto la torta di fragole) e l’antisimmetria (la torta di fragole è almeno tanto buona quanto il tiramisù e il tiramisù è almeno tanto buono quanto la torta di fragole). Resta da verificare l’ultima delle tre proprietà: la transitività.

Ed è qui che Condorcet con il suo paradosso ci fa vedere come il voto per maggioranza possa portare a contraddizioni (sebbene poi il modo che egli proponga per risolverlo, unitamente ad Arrow, sia del tutto discutibile).

Condorcet afferma che in un ipotetico paese in cui siano 5 i votanti e 3 i partiti (A, B, C) non è detto che il voto per maggioranza sia la scelta migliore: consideriamo infatti queste 5 ipotesi:

Cittadino 1 Preferisce C ad A. Preferisce B ad A. Preferisce C a B A < B < C
Cittadino 2 Preferisce C ad A. Preferisce B ad A. Preferisce B a C A < B < C
Cittadino 3 Preferisce C ad A. Preferisce A a B. Preferisce C a B B < A < C
Cittadino 4 e 5 Preferisce A a C. Preferisce A a B. Preferisce B a C C < B < A

Queste 5 persone adottano un ordine di preferenza che si “comporta bene” rispetto alla transitività (oltre che rispetto alle altri due proprietà che abbiamo già verificato essere rispettate). Ognuna di queste 5 persone infatti non va in contro a contraddizioni: ognuno ha un partito “preferito” e un ordine di preferenza per i due partiti restanti (ovvero: non esistono partiti che piacciano allo stesso modo).
Facendo un po’ di calcoli ora vediamo che cosa risulta dalle elezioni (ammesso che i cittadini abbiano votato in maniera coerente con quanto dichiarato):

In 3 preferiscono C ad A In 2 preferiscono A a C
In 3 preferiscono C a B In 2 preferiscono B a C
In 3 preferiscono A a B In 2 preferiscono B ad A

Quindi in conclusione risulta che A è preferito a C che è preferito a B che a sua volta è preferito ad A (A > C > B > A) ma questo è impossible, c’è una contraddizione dovuta al fatto che la relazione di preferenza non sempre rispetta la transitività, proprietà fondamentale perchè non ci si imbatta in casi del genere in cui tutti esprimono preferenze, tutti votano, ma di fatto non è possibile decidere chi sia preferito a chi.

Siamo quindi sicuri che la democrazia e il nostro metodo di voto così strutturato rimanga il miogliore?
Per quanto riguarda la mia opinione: no, non è il migliore in assoluto (causa contraddizioni interne) come ho appena dimostrato, ma penso sia il meno peggio di quelli che, fino ai giorni nostri, sono stati utilizzati.

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Capita a molti ancora di non sapere come aggiornare la data/ora del proprio server linux e di impostare il fuso orario su Rome correttamente.

Bene, possiamo inserire in /etc/rc.local oppure in un cron questi comandi:

rdate -s time.ucla.edu
hwclock –systohc
ln -sf /usr/share/zoneinfo/Europe/Rome /etc/localtime

Un altro procedimento universale per qualsiasi distribuzione linux e’ il seguente:

Aprite il vostro amato/odiato/temuto terminale e controllate l’ora di sistema:

$ date

verificate di avere installato il client NTP ntpdate richiamandolo dalla linea di comando:

$ ntpdate

se non è installato provvedete secondo le modalità specifiche della vostra distro; se usate Debian e/o *ubuntu date un bel:

$ sudo apt-get update
$ sudo apt-get install ntpdate

Ora dovete indicare al client a quale server vi volete connettere per sincronizzare l’ora. Ce ne sono diversi in tutto il mondo e per quanto riguarda l’Italia vi consiglio di usare gli 11 server di it.pool.ntp.org. La sincronizzazione avverrà con il comando

$ sudo ntpdate it.pool.ntp.org

il quale correggerà l’ora di sistema e vi informerà dell’offset calcolato prima dell’aggiornamento.

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… Bossi, lo stavamo perdendo… E invece!

(cit. Bretek)

Sono soddisfatto, se le cose sono così sono soddisfatto. Io vado al ministero delle Riforme. Il ministero dell’Interno va a Roberto Maroni, la vicepresidenza del Consiglio a Calderoli.

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Circa 200 anni fa Benjamin Franklin spiegò al mondo il segreto del suo successo: non fare mai domani quello che puoi fare oggi. È l’uomo che ha scoperto l’elettricità, molti di noi dovrebbero ascoltare quello che ha detto. Non so perché noi procrastiniamo le cose; ma, se dovessi indovinarlo, direi che ha molto a che fare con la paura… Paura del fallimento… Paura del dolore… Paura del rifiuto. Talvolta la paura è solo quella di prendere una decisione; perché, se ti fossi sbagliato? Se stessi facendo uno sbaglio irrimediabile? Di qualunque cosa si abbia paura, di sicuro c’è una verità: nel momento in cui il dolore di non fare una cosa diventa più forte della paura di farla, ci si sente come se si avesse un tumore gigantesco.

Le persone che soffrono di più sono quelle che non sanno cosa vogliono.

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