Giovanni Zanoni

Muore giovane chi è caro agli dei.

In memoria di Giovanni Zanoni
Professore, guida e maestro
Gli studenti tutti.

La veglia in ricordo del professore si terrà Venerdì 4 Gennaio alle ore 21.00 nella chiesa di san Nicolò.
Domani (Sabato 05/01 p.v.) alle ore 15.00 daremo l’ultimo saluto al professore nella chiesetta di Lazise. Il corteo funebre partirà dalle celle mortuarie dell’ospedale di b.go Treno alle ore 14.00.


«Era un riferimento, Lazise perde uno degli uomini migliori»
Lazise. Giovanni era il nipote del Podestà. Duilio Zanoni è stato infatti per quasi l’intero periodo fascista il podestà di Lazise. Lascia il fratello Marco e le sorelle Laura e Silvia. Classe 1962, 45 anni ben portati, una ottima cultura classica. Modi eleganti e fini. Del resto la famiglia Zanoni è sempre stata un riferimento, sia dal punto di vista sociale che intellettuale del tessuto locale del paese gardesano. Anche il padre Franco , da poco scomparso, ha sempre rappresentato il meglio della società lacisiense, sia per conoscenza culturale che per personale capacità di espressione. Non da meno la moglie Vera.
«È davvero inspiegabile una morte simile», dichiara affranto il sindaco Renzo Franceschini, «perchè mai avrei pensato che Giovanni potesse subire un incidente così inusuale. Ho conosciuto Giovanni Zanoni in una delle più belle iniziative culturali che il comune di Lazise possa vantare: il Certamen Catullianum. Posso dire che l’intelligenza e la scienza di Giovanni Zanoni si siano espresse proprio in questo contesto. Lazise perde uno dei suoi uomini migliori, assieme allo zio Giovanni Rama, il fondatore della “banca degli occhi”, scomparso proprio in questi giorni».
«Proprio nell’occasione dell’estremo saluto al professor Rama», soggiunge Agostino Carattoni, vicesindaco, «ho incontrato Giovanni Zanoni prima che salisse all’ambone della chiesa parrocchiale per ricordare commossamente lo zio così famoso e così schivo. Tutta la comunità di Lazise è addolorata per questo lutto inatteso e per una giovane vita spezzata così tragicamente».
«Conoscevo il nonno di Giovanni, ancora meglio e di più il padre Franco», dichiara Don Nicola Azzali, parroco emerito di Malcesine, «perchè la nostra famiglia ha sempre intrattenuto con loro un ottimo rapporto personale. Proprio pochi giorni fa Giovanni è giunto a casa nostra per gli auguri natalizi, ovviamente con un regalo , come faceva sempre. Un ragazzo luminoso, culturalmente preparato, gioviale nel carattere e solare nel suo muoversi nella società. Amava la vita ed il mondo della cultura. E’ davvero inspiegabile quanto è successo. Lo ricordo davvero amabilmente e con tanta simpatia nella mia personale preghiera».
La sua morte ha davvero lasciato attonite ed increduli le famiglie più conosciute e radicate nella comunità lacisiense. «Era un vero signore sia nei modi che nel proporsi», spiega una signora che abita in via Porta San Zeno, «segno inequivocabile dell’educazione ricevuta ma soprattutto della sua forte acquisizione culturale e della sua professione».S.B.

INFORTUNIO SUL LAGO. È morto all’ospedale di Borgo Trento dove era stato ricoverato. Giovanni Zanoni, 45 anni, era docente di Lettere antiche
Cade dall’albero, muore insegnante del Maffei
Stava potando un ramo nel giardino della sua casa di Lazise Butturini: «Era un uomo di grande cultura, lascia un vuoto incolmabile»

Stava potando un albero nella sua casa a Lazise quando ha ceduto il ramo sul quale stava lavorando. Giovanni Zanoni, 45 anni, è precipitato così per sei, sette metri e, a causa della caduta, ha riportato traumi gravissimi. È stato subito soccorso da un parente e le sue condizioni sono apparse subito disperate. I soccorritori hanno chiamato Verona emergenza che nel giro di pochi minuti, ha fatto arrivare l’elicottero nel giardino della casa di via Porta San Zeno a Lazise dove la vittima si recava nei giorni di vacanza. Il docente di lettere antiche del Maffei è stato così trasportato all’ospedale di borgo Trento ma, durante il trasporto o al suo arrivo al pronto soccorso, il suo cuore ha smesso di battere. Vani i disperati tentativi dei medici di rianimarlo sia sul velivolo che nell’ospedale di borgo Trento.
Nel frattempo, sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della compagnia di Peschiera. Per gli uomini in divisa, però, il caso è già chiuso in quanto non è stata riscontrata alcuna irregolarità o responsabilità di terzi nella tragica caduta. Un fascicolo d’indagine destinato a chiudersi ancora prima di aprirsi. Le cause dell’incidente mortale sono state, quindi, accidentali: una beffa per chi da sempre era un appassionato nella cura delle numerose proprietà che la famiglia Zanoni possiede tra Lazise e dintorni.
«Addolorato è troppo poco.., sono sconvolto». Francesco Butturini, preside del Maffei ha appreso la tragica notizia mentre si trovava in viaggio a Parigi. «Era uno degli insegnanti più bravi che abbia mai conosciuto. La sua morte è una perdita enorme, non solo per il Maffei, ma per la scuola in generale, per la cultura e per la nostra città. Era un vero educatore perchè sapeva tirar fuori il meglio anche da studenti in difficoltà, per portarli al massimo». Laureatosi alla Normale di Pisa, Zanoni insegnava al liceo classico più presigioso di Verona da una quindicina d’anni. «Non c’era nessuno al suo livello. Preparatissimo, attento, metodico, puntuale, interamente dedito alla scuola e all’insegnamento, un collaboratore preziosissimo in grado di proporre soluzioni per qualsiasi problema… Ma», sottolinea Butturini, «era anche una persona di grande umiltà, capace perfino di chiedere scusa se capiva di aver esagerato con i rimproveri. Quanti lo sanno fare? Sono tantissimi gli episodi che si potrebbero citare a conferma della grandezza dell’uomo e del docente. Se ha fatto qualche errore è stato per eccesso di passione… ma si possono chiamare errori questi?».
Il professore di latino e greco sarà ricordato domani, alle 21, con una veglia nella chiesa di San Nicolò. «Ci saremo tutti», mormora il preside che dopo aver appreso della disgrazia, ha deciso di fare ritorno a casa. La notizia della sua morte si è immediatamente diffusa tra i colleghi e gli studenti.
«Ci mancherà molto, i suoi studenti erano sempre i migliori al Certamen Catullianum», lo ricorda Angiolina Lanza, insegnante di lettere antiche in pensione e organizzatrice della «gara» di cultura classica a Lazise.

2 comments so far

  1. bretek Gennaio 2, 2008 22:49

    .

  2. fab Gennaio 2, 2008 23:12

    Lo so da ore e non riesco ancora a crederci. :(((((((((((

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