Archivio per agosto 2007
… all’improvviso che a volte ti rendi conto di quanto vuoi bene ad un amico, di quanto sia fondamentale per te, di come ci sia sempre stato (da quando lo hai conosciuto ovviamente) e di come (almeno per l’anno prossimo) sempre ci sarà !
È così che ti rendi conto che l’estate è finita, volata tra un’opera e l’altra e che l’università è alle porte.
È così che ti rendi conto che una parte della vita si è conclusa e se ne apre un’altra, meravigliosa e stupenda, perchè, è giusto dirlo, ogni età ha i suoi pro (anche i suoi contro, per carità , ma per ora guardiamo il bicchiere mezzo pieno)
È così che sono nate nuove amicizie, consolidate altre e conluse altre ancora. Perchè la vita è un continuo fluire, una ruota (come ci ricorda Callimaco con il suo Poema del Ciclo) che non ri arresta ma che avanza sempre, che noi lo vogliamo o no.
È così che scopri di avere una circonferenza di 77 cm in vita. Questi si che sono problemi!
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29 agosto 2007 -
Scritto da: Jack in Lavoro, Varie, Video
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29 agosto 2007 -
Scritto da: Jack in Varie

Sto crescendo. È un dato di fatto inconfutabile.
È stata una cosa fulminante, questa notte, alle 3 quando sono tornato dal lavoro / serata per il compleanno della Debra di cui allegherò una foto nel prossimo post.
Mi è venuto in mente pensando al tantum verde… chissà perchè poi! boh! Fatto stà che se ora andassi in farmacia per comperarlo dovrei prendere quello verde scuro e non più quello verde chiaro per i bambini.. verde scuro capite
Sono vecchio  :old:
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24 agosto 2007 -
Scritto da: Jack in Lavoro, Varie
Ebbene si, cambio vita ragazzi! Da ieri sera ho traslocato.
Avete capito bene, ho cambiato aria, no, non perchè quella di prima fosse stantìa o perchè l’ambiente puzzasse dopo “quella grossa” :rotfl: (rido da solo alle mie battute che in realtà sono citazioni di Scrubs) ma semplicemente perchè… già , perchè?
Boh, in realtà la motivazione non la conosco nemmeno io. Il mio capo si è limitato a dire, finito il briefing comune, «I portieri di gradinata numerata e platea possono fermarsi un attimo che devo comunicare loro una novità ?». Dietro questa innocente frase è scoppiata la CRISI (non per me.. ma vi spiego dopo).
La novità , in poche parole, consisteva nel ricambio d’aria di cui sopra. Ovvero, ai piani alti dell’arena si era deciso che da ieri sera i portieri sarebbero routati. E fu così che il buon Jack finì, ironia della sorte, dove non avrebbe mai pensato di finire al suo primo anno lavorativo: al cancello 1!!! Ta da da daaaaaaan (in diminuendo.. se no non rende l’effetto.. tipo “Ta da da daoooon”).
Prima però ho citato la CRISI, si, perchè chi si è visto spodestare dal suo “trono” (e dove dico trono leggi Cancello 1) ha platelamente simulato un’incazzatura mista a malessere per andarsene a casa, qualcun altro – vistosi staccare dal suo compagno che da una stagione intera era al suo fianco – è scoppiato in un pianto ininterrotto che è durato tutta la serata…
Per quanto riguarda me? Boh, inutile dire che mi è dispiaciuto un po’ tanto separarmi dai miei colleghi che, ormai, inutile dirlo, erano diventanti qualcosa di più di colleghi, erano amici (sono amici, solo più distanti :asd: ); soprattutto per il fatto che in questa ultima settimana ci eravamo organizzati per portare a turno una torta, così da avere del buon cibo ogni sera.
Ecco allora che vorrei spendere due parole su ognuno di loro:
Serena: bellissima, simpatica, allegra con quel po’ di grezzuria che su una ragazza non fa mai male.. si, quelle con la puzza sotto il naso non le sopporto, meglio le regazze alla mano.
Gloriana: innamorata. Ecco tutto. Persa per il suo amore, Paolo, passa le serate a scriversi con lui. Si esaurisce spesso se quell’altro non risponde.
Alessandro: sornione. Un po’ perso nel suo mondo che è fatto di ragazze, musica lirica e tanta tanta cultura (si, è un mostro in cultura generale.. fa impressione). Simpatico e allegro, d’altro canto il cancello 13 era famoso per questo: Grezzuria, Allegria e Disinibizione nell’affrontare qualsiasi tipo di discorso! :asd:
Una cit. va fatta anche ai colleghi della famiglia allargata del 13: la Debra, la Gio, la Michi, il Riky, il Mich, il Nico, il Gian e Giulio. Mi mancherete tutti un sacco, ma come si dice, The show must go on e quindi invece che piangere su abitudini che si spezzano meglio creare nuovi legami per non rimanere schiavi del passato ma diventare protagonisti del presente… tanto sono solo qualche cancello più in là !
PS. Le visite fintanto che rimarrò all’1 non sono gradite.. o meglio, sarebbero gradite, ma nun ze po’! Ecco un altro motivo per cui avrei preferito rimanere al 13.. Vabbè, pensiamo positivo: se sono stato messo all’1 è perchè il mio capo mi reputa un bravo dipendente! Almeno quello!
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16 agosto 2007 -
Scritto da: Jack in Friends, Poesia, Varie
“Buon giorno”, disse la volpe.
“Buon giorno”, rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno.
“Sono qui”, disse la voce, “sotto al melo….”
“Chi sei?” domandò il piccolo principe, ” sei molto carino…”
“Sono la volpe”, disse la volpe.
” Vieni a giocare con me”, disse la volpe, “non sono addomesticata”.
“Ah! scusa “, fece il piccolo principe.
Ma dopo un momento di riflessione soggiunse:
“Che cosa vuol dire addomesticare?”
“Non sei di queste parti, tu”, disse la volpe” che cosa cerchi?”
“Cerco gli uomini”, disse il piccolo principe.
“Che cosa vuol dire addomesticare?”
“Gli uomini” disse la volpe” hanno dei fucili e cacciano. E’ molto noioso!
Allevano anche delle galline. E’ il loro solo interesse. Tu cerchi le galline?”
“No”, disse il piccolo principe. ” Cerco degli amici. Che cosa vuol dire addomesticare?”
“È una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami…”
“Creare dei legami?”
“Certo”, disse la volpe. ” Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma.se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo.”
” Comincio a capire”, disse il piccolo principe. ” C’è un fiore…. Credo che mi abbia addomesticato…”
“E’ possibile”, disse la volpe “capita di tutto sulla terra…”
“Oh! Non è sulla terra”, disse il piccolo principe.
La volpe sembrò perplessa:
“Su un altro pianeta?”
“Sì”
“Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?”
“No”
“Questo mi interessa! E delle galline?”
“No”
“Non c’è niente di perfetto”, sospirò la volpe.
Ma la volpe ritornò alla sua idea:
“La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me .Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio per ciò. Ma se tu mi addomestichi la mia vita,
sarà come illuminata. Conoscerò il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in
fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color d’oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai
addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…”
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe:
“Per favore …..addomesticami”, disse.
“Volentieri”, rispose il piccolo principe, ” ma non ho molto tempo, però.
Ho da scoprire degli amici e da conoscere molte cose”.
“Non si conoscono che le cose che si addomesticano”, disse la volpe.” gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!”
“Che bisogna fare?” domandò il piccolo principe.
“Bisogna essere molto pazienti”, rispose la volpe.
“In principio tu ti sederai un po’ lontano da me, così, nell’erba. Io ti guarderò con la coda dell’occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po’ più vicino….”
Il piccolo principe ritornò l’indomani.
“Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora”, disse la volpe.
“Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità.
Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti”.
“Anche questa e’ una cosa da tempo dimenticata”, disse la volpe. “E’ quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore. C’e’ un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedi ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedi e’ un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza”.
Cosi’ il piccolo principe addomestico’ la volpe.
E quando l’ora della partenza fu vicina:
“Ah!” disse la volpe, “… piangero’”.
“La colpa e’ tua”, disse il piccolo principe, “io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…”
“E’ vero”, disse la volpe.
“Ma piangerai!” disse il piccolo principe.
“E’ certo”, disse la volpe.
“Ma allora che ci guadagni?”
“Ci guadagno”, disse la volpe, “il colore del grano”.
Poi soggiunse:
“Va’ a rivedere le rose. Capirai che la tua e’ unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalero’ un segreto”.
Il piccolo principe se ne ando’ a rivedere le rose.
“Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente”, disse. “Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora e’ per me unica al mondo”.
E le rose erano a disagio.
“Voi siete belle, ma siete vuote”, disse ancora. “Non si puo’ morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, e’ piu’ importante di tutte voi, perche’ e’ lei che ho innaffiata. Perche’ e’ lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perche’ e’ lei che ho riparata col paravento. Perche’ su di lei ho uccisi i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perche’ e’ lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perche’ e’ la mia rosa”.
E ritorno’ dalla volpe.
“Addio”, disse.
“Addio”, disse la volpe. “Ecco il mio segreto. E’ molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale e’ invisibile agli occhi”.
“L’essenziale e’ invisibile agli occhi”, ripete’ il piccolo principe, per ricordarselo.
“E’ il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa cosi’ importante”.
“E’ il tempo che ho perduto per la mia rosa…” sussurro’ il piccolo principe per ricordarselo.
“Gli uomini hanno dimenticato questa verita’. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa…”
“Io sono responsabile della mia rosa…” ripete’ il piccolo principe per ricordarselo.
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