Step by Step
EDIT: Strano che un post inizi con un Edit.. eppure è così! Avevo iniziato a scrivere questo post qualche giorno fa in vista della fine della scuola ma, come sempre, sono lento e quindi il buon Emmo mi ha battuto; sarà dura ora, visto il precedente riuscire a fare una cosa altrettanto degna di nota (si, mi tocca modificare un po’ tutto ora! :azz: )
BAZERLA Alessandro: Compagno di letto matrimoniale durante la gita triestina del 4° anno si è rivelato essere un trova-cazzate in giro per il web più unico che raro. Da ricordare, della gita pahana, questa volta, la sua maestria nel sollevare le tende della veranda e le mattine insieme davanti al pc alle ore 7.15 aspettando l’inizio delle lezioni, come due buoni amici che vanno insieme in contro alla morte e l’attendono l’uno a fianco all’altro (morte = compiti in classe e/o interrogazioni).
BENEDETTI Nicolò: Noto attore maffeiano famoso soprattutto per i suoi monologhi in idiomi di oltre-Pò (è necessario scrivere così ora che il nostro buon sindaco è stato eletto! n.d.r.). Eccellente in matematica per motivi diversi rispetto a quelli del sottoscritto (notare la mia modestia): il suo è puro genio che lo porta ad avere intuizioni fuori del normale. Lo ricordiamo nella celebre massima della prof.ssa Bovo: «Non diventerai mica come tuo fratello vero?». Si dice che l’anno prossimo verrà a fare mate a Pd con me… sempre che non cambi idea nel frattempo!
BOVI Simone: Parte con lui il mio percorso al Maffei: come dimenticare il mio primo giorno di scuola da bravo ragazzo con cartella in spalla (contenente astuccio e diario, particolare che assumerà una notevole rilevanza in seguito) in cui venni affiancato da un tizio (che poi si sarebbe rivelato essere Simone Bovi) che con fare spaesato mi chiese «Hai qualcuno? Vuoi sederti a fianco a me?». La mia risposta non poteva essere che positiva e quindi così è stato. Il dramma ha iniziato a consumarsi poi, nel momento in cui io, da bravo alunno, per scrivere ciò che i prof dicevano ho tirato fuori il mio diario. Dal canto suo Simone che cosa sfodera? Un blocchetto di postit gialli!!! Ora, con tutto il bene che gli voglio, il mio primo pensiero è stato “Ma che razza di barbone è uno che viene a scuola con una bic blu e dei postit gialli per scrivere?”. Fosse finita.. ma il peggio arriverà nel momento in cui Simone realizzerà il fatto di essere miope, cosa che lo porterà a chiedere ogni due minuti al sottoscritto, suo compagno di banco, «Ma che cosa c’è scritto alla lavagna?» (n.d.r. I due protagonisti della storia sono seduti in primo banco!). Il resto del percorso scolastico prosegue senza troppi avvenimenti degni di nota o tali da scandalizzare il sottoscritto più di quanto non sia riuscito ad esserlo il primo giorno di scuola.
CARONE Chiara: Soia. La più bella della classe, come ama definirsi. Anche lei brava in mate. Passa con successo al primo colpo il test per il polli-tecnico di Milano (grazie anche ai suoi bei “occhi”, ma questo non vuole ammetterlo! :asd: ). Aggiuntasi al terzo anno si è resa subito simpatica a tutti per la sua R moscia che rallegra anche i momenti più tristi delle giornate senza rugiada mentre un ramarro verde attraversa la strada… La ricordiamo (soprattutto in famiglia) grazie a momenti del tipo: «Giacomo, ti ha chiamato la Chiagrgrgrgra, ha chiesto se la puoi grgrgrichiamagrgrgrre».
CASELOTTI Giori: Muta. Un pesce è più loquace. Sarà che si vergogna per il suo nome (Rosa nera di Baghdad, la traduzione) o della sua stessa voce, boh, non si è mai capito. Vegetariana, la cosa peggiore che puoi fargli è dirgli che ammazzerai il suo cane.
CAVALIERI Silvia: tra i suoi momenti allegri e i suoi momenti di sclero davanti alla comunità tutta rimane una delle “tipette” più simpatiche della classe (solo dal 3° anno in poi) che riesce tra l’estate del 3° e 4° anno a domare e fare suo il sottocitato Emiliano Composta. Grande amica della Chiagrgrgra e tifosissima del Chievo è caduta in una profonda fase depressiva verso la fine di quest’anno. Si dice che abbia affogato la tristezza affogandosi in affogati al caffè, ma sono solo voci di corridoio.
CERNUTA Beatrice: secchiona. Come definire altrimenti una ragazza la cui media non è mai scesa oltre l’8,56 e che, incredibile dictu, è stata ammessa ad Oxford? Secchiona, appunto. Nota per le sue arti psico-interpretative che sfodera ogni qual volta si presenti l’occasione. Rimane famosa però, a volerla dire tutta, per la sua poesia seconda vincitrice al concorso in cui “partoriva aborti spontanei”… bah. Contenta lei…
CIAMPINI Giorgia: Eccentrica ma soprattutto indipendente. I segni della lotta condotta in famiglia per l’emancipazione personale si sono fatti sentire quest’anno: con un totale di 2 mesi di assenza ha battuto tutti i record maffeiani! (Persino la Strukowa è stata più partecipe) Grazie alla lotta verus parentes si è guadagnata la possibilità del tutto meritata di iscriversi all’accademia di arte, spettacolo, cultura e teatro: ricordata negli annales maffeiani per la capacità di recitare e cantare qualsiasi cosa… ma proprio tutto eh? Anche il menù del ristorante! :asd:
COMPOSTA Emiliano: Nasce come bambino-oi! (il genere di musica che ascoltava al ginnasio… rimangono nella storia i gruppi tipo “Brigata cani da birra” che lui amava portare in palmo di mano come idoli della new-generation di talenti musicali emergenti) e digievolve rapidamente nell’estate tra la prima e seconda liceo, sgrezzandosi un po’, grazie anche all’aiuto della sua ragazza di cui sopra ho parlato. Soprannominato “l’uomo pazienza” dai più (ma non spiegherò qui il motivo del soprannome) si è rivelato essere, nel corso del tempo, da persona simpatica e divertente, compagno speciale al ginnasio, un vero amico cui rompere le palle quando hai bisogno di sfogarti, con cui passare un pomeriggio a guardati un film mentre lui bestemmia per il dolore causato dalla perdita di due denti… un amico insostituibile insomma!
FAUCI Francesco: Se dovessi paragonare il nostro rapporto nel corso dei tre anni (si, perchè anche lui si è aggiunto nella seconda parte del percorso maffeiano) ad una funzione sceglierei l’esponenziale che parte piano ma poi, tutto ad un tratto, impenna verso l’infinito ed oltre. Da momenti in cui la cosa più profonda che si riusciva a dirsi era un “Ciao” si è arrivati, spontaneamente e quasi, oserei dire, per caso, a momenti in cui si è condiviso addirittura lo stesso letto matrimoniale (gita di Praga). Amico sincero ma soprattutto schietto che dice sempre ciò che pensa in faccia alle persone pur di non passare per ipocrita. Rimane nella storia la frase da lui più ripetuta durante le ore della prof.ssa Facciolo: “Sono Gay!” che è in netto contrasto con il suo stile di vita ovvero “mai farsi mancare una ragazza!”.
FOGLIANI Giorgio: rosso. Già , castano di capelli ma rosso di barba e nel cuore, anche lui caduto in crisi depressiva da quando Tosi ha vinto le amministrative di quest’anno. Profondo conoscitore della storia dell’isola cubana (di cui per altro apprezza anche i sigari) e grande amico e compagno di studiate di fisica e greco. Ragazzo di Ilaria Lovato (che classe piena di inciuci) e, quando capita, di Federico Pepe. Abile suonatore di piano jazz che riscuote un gradito successo sia allo spettacolo di beneficenza di quest’anno che al Teatro Filarmonico per la festa del Bicentenario del Maffei (festa, per altro, disprezzata sia da me che da lui).
IACONO Teresa: TereTette, così è salvata sul mio cellulare. Dopo una turbolenta storia con il sottoscritto (mai iniziata per altro) conclusasi sul nascere con un «Restiamo amici» rimane effettivamente una delle mie più grandi amiche con cui parlare un po’ di tutto. Nota per i suoi scleri causa matematica è eletta con una maggioranza schiacciante a rappresentante di classe durante il corso dell’ultimo anno. Che dire di lei se non che conferma il detto “Nella botte piccola (ma piccola piccola piccola) c’è il vino buono”?
LOVATO Ilaria: Fenomenale. Genia in matematica: combina la tenacia allo studio e all’intuizione. Queste tre caratteristiche fanno di lei un genio in qualsiasi materia (poi le piace molto di più mate come è giusto che sia). Umile e generosa nella vita reale si trova a dover sopportare persone che non sempre capiscono la straordinarietà di chi hanno di fronte. Unica nota di demerito: dovrebbe iniziare a tirare fuori un pochino le palle.
MAFFEIS Valeria: 11141. Ecco la matricola di colei che nell’ordine alfabetico viene dopo di me ma in ordine di iscrizione viene un numero prima. Grazie al bisticcio letterario dovuto al suo cognome (”nomen omen”) si guadagna nella classifica dei prof il posto di “Ragazza seria” che non spreca mai una parola in più di quello che il Signore le concede di dire ogni giorno. Un po’ permalosa e triste se devo essere sincero.
PENAZZI Stefano: ??. Non esiste un termine per definire il più eccentrico dei miei compagni di classe. Mastro campanaro, studente presso il conservatorio (composizione per la precisione) e fan sfegatato di Ruffini. Noto per le sue cene a base di soli crauti che gli sono costate degli attacchi paurosi di meteorismo. Dopo le due note sul registr odi quest’anno si è messo in riga (o si è fatto una riga? boh, non ci è dato di sapere) e non ha fatto altro che studiare tutto il secondo quadrimestre. Una nota di merito per il suo quaderno di inglese che salverà le sacre chiappine a tutti noi della 3^a A.
PEPE Federico: Come dimenticare il piccolo Pepe? Il bambino che in 4^a ginnasio per farsi figo la prima cosa che disse fu: «Io sul balcone coltivo l’erba». Compagno Special per i primi due anni si è rivelato essere poi, anche grazie alla collaborazione del GW, un grande amico sia nel web che fuori. Degni di nota i pomeriggi passati a programmare e correggere errori tra linee e linee di codice PHP partorito dalla mente di quest’uomo nella quale i più svariati progetti si affollano.
RANIERO Ilaria: Bionda. Anche lei ammessa al POLIMI dopo 4 tentativi. Ecco forse la sua più grande qualità: la determinazione che la porta a raggiungere i risultati che si prefigge a qualsiasi costo!
REYES ROMERO Atilio: Noto per la sua grande memoria riguardo date e luoghi storici; si è scoperto solo recentemente che deve tutto ciò ad Age of empires, videogioco che lo appassiona e tiene incollato al pc più di qualsiasi altra cosa. Vincitore anch’egli del concorso di poesia con il suo componimento ” La mia ogigia, la mia estasi” viene però quest’anno squalificato ingiustamente per il fatto di aver composto fuori tema… che delusione.
RICCIARDI Luigi: Lima. Se fosse un oggetto lo paragonerei di certo a quello. Il livello di scartavetramento di coglioni che riesce a raggiungere lui non lo raggiunge nessun altro (se non pochi eletti). Passa gli ultimi giorni di scuola a chiedermi il cellulare per giocare a tetris, battendo così i miei sudati record. Rimane nella storia, a imperitura memoria, per essere legato a filo doppio con Bovi: “Bovi & Gigi, Gigi & Bovi” un po’ come Franco e Ciccio, Bud Spencer e Terence Hill, Stanlio e Olio. Non troppo abile nell’arte retorica a colpi riesce a scavarsi la fossa da solo meglio di qualunque altro. Trova la felicità nell’ultimo periodo con una pallanuotista della 2^a A, una certa Martina!
RIGO Caterina: Come dimenticare le serate a casa sua per il karaoke (gioco in cui per altro ero scarsissimo! E penso di esserlo ancora.)? Come dimenticare le litigate per le divergenze di opinioni e punti di vista? (Che, tra l’altro, se mi avesse pagato tutte le scommesse fatte sarei ricco!). Ricordata per i suoi modi barbari che le hanno valso il titolo di “Boia”, rimane storica la frase pronunciata dalla prof.ssa di italiano: «La Caterina, poverina, non ha scritto in italiano, ma almeno ha riempito 4 facciate di foglio protocollo, è lodevole lo sforzo».
TABACCO Giulia: Al contrario di quello che si potrebbe pensare non fuma! Taciturna e solitaria.. ma non fatela incendiare che altrimenti andrete in contro ad una furia dalla forza di un ciclone. Una delle classiche persone che hai in classe ma che non conosci (si è aggiunta al terzo anno anche lei), un po’ per colpa tua, un po’ per colpa sua (non parla mai..), ma cose così accadono in ogni classe e quindi perchè pretendere di essere diversi?
TRABETTI Davide: fenomeno. Non c’è altro da dire. Lo conosco da quando siamo alti così ma solo ultimamente ci siamo trovati bene, complice il fatto di abitare vicini e di andare d’accordo su praticamente tutto! rimarràànella storia per i suoi virtuosismi con la chitarra e la sua avversione per tutto quanto sia tecnologico al mondo. Conosce solo a 19 anni l’esistenza dei computer, giusto per dirne una! Il più vecchio della classe, anche se non lo dimostra, porta bene i suoi anni da pensionato! «E così la musica sarà il suo futuro» parafrasando una canzone del gruppo da lui fondato con Emiliano e Francesco: “I S8multipli”.
ZAMPIERI Mattia: rosso, on the contrary of Giorgio però nei capelli e non nel resto! :asd: Detto Red anche dai prof rimane l’idolo delle folle più per il fatto che conosce tutti che per altro. Nativo di non-so-dove si trasferisce ad Avesa, luogo di approfondimenti di Geografia fatti insieme e di stronzate sparate in allegria (tanto alla fine più di 7 non si prendeva in Geografia al ginnasio con il cognome che ci ritrovavamo). Guidatore folle rimarrà nella mia memoria per aver fatto perdere 4 anni di vita alla Silvia in un tamponamento stradale e avermi fatto poi compilare la constatazione amichevole con la signora mentre era occupato a salutare i passanti che conosceva.








Eh, essere lenti non è sempre un male…..anzi!
ahahahahaha..grazie mille…ahahhahah..ti voglio bene
erano affogati al cioccolato…e infatti ne ha risentito un po’ troppo il mio corpo…
e poi come osi chiamarmi tipetta??????????????????????????????????
E’ divertentissimo vedere la differenza fra il tuo post e quello di Emmo…:asd:
rispondo a giacomo che dice:”Raniero Ilaria: bionda. E con questo chi ha orecchie per intendere intenda….”. Hai ragione Giacomo, sono proprio “bionda” , anzi sono così stupida che solo io posso buttare nel cesso un contratto di due anni con un’agenzia di moda di Milano che lavora in tutto il mondo e che mi pagava tutto. Per cosa poi? per trovarmi in classe con gente che , come te, nn ha capito niente di me. ci vediamo agli esami…
riferito allo stereotipo maschile per il quale le bionde sono delle gnocche (più delle more)
rispondendo a:”Maffeis Valeria, 11141,…….” mi dispiace che dopo ben 5 anni di convivenza scolastica sia questo quello che a te, che ho sempre ritenuto un amico, piace ricordare e raccontare di me. Forse se c’è qualcosa che mi vuoi dire possiamo parlarne di persona e non su un blog. Come ho detto l’ultimo giorno di scuola, in questi hanni ho cercato di evitare problemi, polemiche, parole alle spalle, date brutte esperienze che ho vissuto. Allora a presto…ci vediamo all’orale