Categorie
There are only 10 type of peolple in the world:
those who understand binary and those who don’t.
Analogamente, ci sono due categorie di persone al mondo: quelle più ingenue che pensano sempre il meglio delle persone e interpretano i loro comportamenti pensando che queste agiscano per amicizia, e quelle più diffidenti che vedono ogni atto carino che qualcuno possa fare nei loro confronti carico di un doppio fine, atto a scatenare quel perverso meccanismo del “Do ut des” che molto spesso ha rovinato amicizie che duravano da lungo tempo o che le ha mantenute tali fino a quando il meccanismo non si è spezzato.
La vita è fatta di rischio e dolore. Ci sono periodi (come questo per me) in cui non vuoi aggiungere dolore ad altro dolore (che più che dolore è stanchezza, a dire il vero) e periodi in cui non ti va di rischiare. Se torniamo un attimo alle due categorie scritte sopra e calcoliamo i rischi per ognuna delle due (oddio, mi sembra di essere Ben Stiller, in “Alla fine arriva Polly“) ci accorgiamo che effettivamente sono alla pari. Da una parte infatti c’è il rischio di fidarsi, dare tutto se stessi per l’altro, per poi magari alla fine prenderlo nel culo; dall’altra il rischio è non fidarsi mai di nessuno, vivere una vita solitaria fatta di conoscenze più che di amicizie vere e profonde che solo nel primo caso si possono costruire.
Per quanto mi riguarda preferisco mettermi nella prima delle due categorie - quella denominata “Gli amici dal culo sfondato“, non tanto perchè io sia gay quanto più per il fatto che preferisco dare e far felici le persone, a costo di pigliarlo dove non batte il sole, che rimanere da solo - pur sapendo bene i rischi che corro: sono rischi calcolati, sono rischi che vale la pena di correre, anche perchè come Rossignoli G. dixit: “L’amico è anche quello che qualche volta te lo mette in quel posto!” e se nel periodo in cui me lo ha detto ero un po’ scettico (non che non ci credessi, però boh, ero ottimista in ogni caso) ora la vedo come una verità . Non ci faccia da freno questa frase, perchè, a quanto ne so, prima o poi si fa sempre pace… per quanto lungo possa essere il periodo di incazzatura (ore, giorni, mesi, anni).
Recentemente sono stato messo in guardia contro coloro i quali utilizzano le persone per i propri scopi. Ci ho riflettuto su e ora come ora non mi pare che questo stia avvenedo con me: ciò che faccio lo faccio perchè mi và ! Perchè ne ho voglia! Perchè penso possa far felici le persone che mi stanno a cuore.
Certo, certe persone è difficile inquadrarle, è difficile capire il perchè dei comportamenti umani (soprattutto se questi cambiano a seconda del giorno in cui ci si trova: lunatici, li chiamo…) però penso che sotto la scorza (l’armatura, la corazza) che può caratterizzare alcuni dei miei amici che magari non si sperticano in manifestazioni di affetto plateali ci sia davvero del buono, ci sia un affetto sincero. Ho bisogno di pensarlo perchè se fosse vero il panorama apocalittico rappresentato da coloro per i quali la fiducia non è altro che un accostamento di lettere senza significato, beh, avrei perso quanto di più importante c’è nella mia vita.










condivido al 100%
ma volevo chiederti…ce l’hai con me che oggi quando ti ho chiesto di Grey’s anatomy mi hai guardata e te ne sei andato senza manco rispondermi?
non credo non credo
[Comment ID #1240 Will Be Quoted Here]
riferito a?
hai ragione è ambiguo… mi riferivo a grey’s anatomy.
sono d’accordissimo con il post
In linea di massima sono d’accordo, anche se ultimamente il mio rapporto con l’amicizia vede la presenza di più “variabili” che rendono la questione un pochino più complessa.
Cmq anche io sono fermamente convinto che se non ci si fida degli amici si vive solo a metà .