© 2007 Jack

Post Assemblee Riunite

Lo so, giuro, le buone intenzioni c’erano tutte nel momento in cui mi sono detto «Devi fare un post sulle assemblee riunite». Ce l’ho messa tutta, non ce l’ho fatta. Perdonatemi. Penso che ora però sia superfluo parlare di ciò che è stato, per lo meno parlarne dopo così tanto tempo.

Non mi dilungherò dunque in giudizi, né vi racconterò la mia ultima settimana, quella sarà  oggetto di un prossimo post scritto con più coscienza e maggiore consapevolezza del fatto che sono proprio io quello che sta premendo le sue dita stanche su questa fidata tastiera (tateira per gli amici! :asd: ).

Mi limierò dunque nel dire che sono appena tornato dalla gita e a darvi qualche impressione sui tre giorni in questione di cui sopra.
Sono stati 3 giorni intensi. Non c’è che dire. È un fatto oggettivo e tutti lo possono constatare (per lo meno quelli che erano attivamente presenti). Non avendo dato una mano nella progettazione ho comunque contribuito alla messa in atto, come ogni anno del resto. Vi sono arrivato in fondo stanco ma felice.

Quello che più di tutto mi ha sconvolto è stato il concerto, non tanto per la fatica di organizzarlo quanto a livello emotivo. Nel momento in cui l’ultimo gruppo (i Mighty Joe Young) suonava tutti i ragazzi erano sotto il palco a ballare e io invece ero in fondo all’aula magna. È stato in quel momento che ho realizzato che quelle assemblee erano le assemblee dei ragazzi di 2^a. Erano loro, come lo erano state mie l’anno prima. Erano a ballare nel posto in cui io mi ero scatenato l’anno prima.

Un profondo senso di malinconia mi ha preso nel prendere coscienza del fatto che “sono cresciuto”. Che non sono un Peter Pan dopo tutto e che anche io dovrò scegliere la strada della mia vita. Mi sono sentito per la prima volta estraneo al mondo che io avevo contribuito a creare e che ora stava iniziando a prendere da solo le sue mosse.

Ecco, questa era la considerazione che volevo fare su queste assemblee in cui non ho fatto tutto quello che potevo, di certo. Ho fatto molto ma ho lasciato molto agli altri.
L’ultima sensazione che ricordo l’ho avuta sulla porta di casa, dopo una giornata passata a scuola, nel momento in cui rientravo dopo essere stato lontano per 12 ore. Come se non riconoscessi la porta che stavo per attraversare, per un momento mi sono sentito come ospite di quella che era in realtà  la mia casa.

Ora sono stanco. Vado a nanna. A presto miei lettori! :bac:

2 Comments

  1. Posted 24 marzo 2007 at 21:23 | #

    Bentornato tesoro..un bacio..tateira :rulez: mi ricordo di quel giorno in msn..quando hai scritto tateira. :)

  2. Posted 24 marzo 2007 at 22:14 | #

    diavolo se ti sei sentito ospite tu, allora mi aspetto che a casa mia sia scomparsa la mia stanza, con relativo balcone

Post a Comment

Your email is never published nor shared. Required fields are marked *

*
*

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>