Il gelsomino notturno
E s’aprono i fiori notturni,
nell’ora che penso a’ miei cari.
Sono apparse in mezzo ai viburni
le farfalle crepuscolari.
Da un pezzo si tacquero i gridi:
là sola una casa bisbiglia.
Sotto l’ali dormono i nidi,
come gli occhi sotto le ciglia.
Dai calici aperti si esala
l’odore di fragole rosse.
Splende un lume là nella sala.
Nasce l’erba sopra le fosse.
Un’ape tardiva sussurra
trovando già prese le celle.
La Chioccetta per l’aia azzurra
va col suo pigolio di stelle.
Per tutta la notte s’esala
l’odore che passa col vento.
Passa il lume su per la scala;
brilla al primo piano: s’è spento . . .
È l’alba: si chiudono i petali
un poco gualciti; si cova,
dentro l’urna molle e segreta,
non so che felicità nuova.








o-d-i-o pascoli, sorry
siamo in due
pascoli voyeur blll
a me sta poesia piace tantissimo invece…soprattutto questi due versi…
Dai calici aperti si esala
l’odore di fragole rosse.
mi sembra di sentire veramente l’odore di fragole…che buone!!!
(ok ciao)
pascoli the edipoman avrebbe fatto al felicità di freud e di un arredatore d’interni