Grande fratello: l’ultimo parto della tv spazzatura.
Ecco qui di seguito il tema che il mio simpaticissimo profe di italiano ha deciso di assegnarci da un giorno all’altro:
L’ultima trovata televisiva ci ha regalato un programma di altissima levatura culturale… il GF 6, detto anche Grande Fratello edizione numero 6. Solo l’Italia, paese che vanta una grande cultura, è giunta alla sesta edizione: persino l’Olanda, paese che l’ha inventato si è fermata alla quarta. Che tutto ciò sia un segnale di arretratezza culturale?
Il programma consiste nello spiare 24 ore su 24 una quindicina di persone chiuse in una casa che non hanno contatti con il mondo esterno se non la sera in cui va in onda la trasmissione. L’obiettivo del programma? Vincere il montepremi in palio, nominando un proprio compagno per farlo eliminare dal pubblico che vota una volta a settimana.
Ma questa malsana idea da dove nasce? F. Biancardi individua nel filosofo inglese Jeremy Bentham il precursore e l’inventore di questa pazzia. Egli ipotizzò per primo la costruzione di una prigione cilindrica che permettesse la sorveglianza dei detenuti con una sola guardia. L’edificio, le cui pareti sarebbero state di vetro, avrebbe avuto al suo centro una torre di controllo all’interno della quale avrebbero avuto libero accesso sia i familiari del detenuto che gli estranei interessati o più semplicemente curiosi. Questi ultimi sono chiaramente quelli che, nel programma dei giorni nostri, sono il pubblico.
Un altro precursore di questa idea lo possiamo individuare nello scrittore George Orwell, il quale, nel 1945, scrive un libro ipotizzando quella che poi, secondo lui, sarebbe stata la società del “1984″, anno da cui prende il nome il suo libro. La trama parla di un’era in cui tutto è governato da un Big Brother, Grande Fratello appunto, onnipotente ed immortale che i sudditi devono adorare; unici ribelli sono Winston e Julia, giovani facenti parte del prolet, casta di persone impoverite che vivono nei sobborghi. Purtroppo il loro tentativo verrà scoperto dalla Psicopolizia che con giochi psicologici arriverà addirittura a far amare il Grande Fratello a Winston.
La trama è emblematica perché pone l’accento su un potere che ai giorni è presente, soprattutto in televisione e in particolare negli spot pubblicitari: la capacità di manipolare le persone mediante immagini e interventi psicologici.
Umberto Eco nel suo libro “La bustina di Minerva” afferma che «[...] nel Big Brother di Orwell pochi spiavano tutti. Oggi in tv tutti spiano pochissimi [...]», e la differenza sta proprio qui. Mentre nel Big Brother tutti sapevano di essere spiati da una ristretta cerchia che apparteneva al Partito interno dominate, nella realtà odierna moltissimi sono invece troppo occupati a spiare quei pochi che non si accorgono che alle loro spalle un mondo di database e computer si sta informando su di loro, acquisendo informazioni sul tipo di vita che si fa, sul tipo di spesa, sulle abitudini, malattie, parentele e quant’altro. Basti pensare al fatto che in un supermercato oltre alle telecamere a circuito chiuso, anche la tessera per i punti fedeltà registra il tipo di acquisti e la frequenza con cui una persona li effetua.
Purtroppo la realtà è questa, abbiamo un grande fratello che ci alita sul collo ma siamo troppo occupati a spiare gli inquilini della casa o affaccendati in nostri affari per accorgercene e quando ce ne accorgeremo sarà troppo tardi per fermare un meccanismo che si è messoin atto molto tempo prima.
E così succede anche per gli abitanti della casa, troppo occupati ad apparire simpatici agli occhi degli spettatori e a conquistare la casa dei “nababbi” per accorgersi che in realtà quello che stanno facendo è un gioco senza esclusione di colpi in cui regna la falsità che regola i rapporti umani. Alla fine vince chi meglio di tutti è riuscito ad indossare maschere diverse a seconda del tipo di situazione. È triste ma è così.








tutto ciò è alquanto terrificante…sapevo che il grande fratello aveva sicuramente preso spunto da 1984 di Orwell ma non ho mai letto il libro….e sono anche consapevole del fatto che in realtà siamo ossrvati dal mondo intero ma sinceramente preferisco non pensarci altrimenti finirei per starmene chiusa in casa tutto il tempo fino alla fine dei miei giorni probabilmente dormendo mangiando e leggendo fino a quando per lo meno i libri contenuti in casa mia finiranno e anche le cibarie dal momento che se i miei familiari comprassero qualcos’altro verrebbe registrato….mamma mamma è terribile…